Home INTERVISTE Intervista inUTILE con Silla Guerrini e Luca Guenzi – Gruppo degli InUTILI

INTERVISTE

Intervista inUTILE con Silla Guerrini e Luca Guenzi – Gruppo degli InUTILI

Interviste

Silla Guerrini e Luca Guenzi del Gruppo degli InUTILIUn movimento d'arte e di pensiero nato quando una sera alcuni artisti ebbero l'atroce consapevolezza di essere inutili. Con l'intento di condividere professionalità e competenze, hanno deciso di lanciare un bando di concorso chiamato “CONcorso inUTILE” invitando amici e conoscenti a partecipare. Le adesioni furono molte, oltre ogni aspettativa. Quel momento ha segnato l'inizio del “progetto inUTILE”, ideato da Silla Guerrini e Luca Guenzi. Una delle iniziative di questo progetto ha unito 22 artisti per creare una mostra collettiva organizzata presso la Galleria Pivarte di Bologna dal 6 al 24 febbraio 2010.
Per saperne qualcosa di più, oggi intervistiamo proprio gli ideatori del gruppo, Silla Guerrini e Luca Guenzi ringraziandoli fin da ora per la disponibilità all'intervista.
Ed ecco le loro inUTILI risposte.


Cominciamo dall'inizio: come abbiamo detto, tutto è nato da un “CONcorso inUTILE”. Pensate di organizzare altre edizioni per “reclutare” nuovi artisti interessati?


S: Sicuramente, l’esperienza inUTILE non si è conclusa. L’idea è quella di coinvolgere nuove figure artistiche che abbiano il raro dono dell’autoironia e la voglia di mettersi in gioco collettivamente. Vediamo…

L: Con Silla abbiamo lanciato il sasso e ne stiamo preparando altri da lanciare. Le idee arrivano tutti i giorni. Penso ci voglia solo un po’ di tempo per mettere tutto in fila.


L'evento avrà sicuramente molta risonanza tra gli artisti. State già ricevendo contatti da persone che vogliono unirsi al vostro gruppo? Se sì, puoi darci un'anticipazione in merito e parlarci di alcuni di loro?


S: L’interesse di Franco Basile e la mostra alla PivArte, hanno generato un momento di grande visibilità per tutti noi. Il successo della mostra è stato grande e sono già arrivate richieste da parte di artisti per entrarne a far parte. Avremo modo di conoscerli per poter collaborare in futuro. Certo è che l’evento ha dimostrato come il mondo dell’arte abbia bisogno di una rinfrescata e di essere alleggerito, non certo in termini di contenuti, quanto di approccio. Il consenso da parte del pubblico della mostra, in risposta alla proposta ironica di noi inUTILI, lo ha dimostrato.

L: Non conosco molto il mondo degli “artisti”, vedo però negli occhi delle persone sensibili e curiose la voglia di uscire dal guscio, che senza farsi prendere dalla timidezza mi hanno detto “ma allora anche io posso fare qualcosa… avrei una idea”. Penso alla mia amica Maria di 77 anni insegnante al liceo artistico, poi diventata medico, che è anche andata sull’Himalaya con gli sci quando aveva 50 anni. Ha avuto mille acciacchi, gira con il bastone ma ha negli occhi la voglia di fare e di provarci ancora. Chissà magari alla prossima espone anche lei.

Mi sembra di comprendere però che questo movimento non sia aperto solo agli artisti...

S: Questo movimento e le iniziative che si legano vogliono essere rivolte a tutti quelli che hanno qualcosa di interessante da dire, a quelli che sono stanchi dei soliti schemi e delle caselle nelle quali la società in cui viviamo tende a relegare l’individuo. Diciamo che questo movimento d’arte e di pensiero, vuole essere piuttosto trasversale per dare voce a tutte quelle persone che attraverso strumenti di comunicazione legati al fare arte, vogliono manifestare il loro “essere appassionati”. Le passioni che animano la nostra vita e che fanno la differenza.

L:
Artisti? Cosa fa di un uomo un artista? In ognuno di noi c’è un lato creativo. Chi lo dimostra cucinando con gli avanzi del frigo o semplicemente vivendo con 1200 euro al mese. Esprimere questo suo momento diventa liberatorio, il vederlo incorniciato dal bianco del muro lo fa sentire bene, per cui… senza paura... avanti Savoia!


Prima di questa mostra, avete svolto altre attività come gruppo?

S: Dipende cosa si intende per attività. Ne facciamo sempre tra noi, da qualche anno abbiamo questa bella abitudine di incontrarci nello studio di Luca, per fare arte, parlare, mangiare, ridere, ma soprattutto viverci.

L: Tutto iniziò anni fa, con un corso di acquerello dove insegnavo anche a chi non aveva mai tenuto un pennello in mano l’uso del colore, ma più che altro il grande trucco che serve per dipingere: “osservare”, guardare bene come è la realtà che si vuole rappresentare, come la luce interagisce con gli oggetti, capire la differenza tra luci calde e luci fredde.


E dopo? Cosa succederà? A quali altre iniziative inUTILI state pensando?

S: Di idee ce ne sono e di opportunità anche. Diciamo che siamo in fase di brain storming… con una birra in mano ovviamente… e nell’altra il pennello!

L: Si tante idee, ci piacerebbe un posto più grande dove poter fare gli inUTILI, produrre quadri, mobili, opere, ma anche progettare, o semplicemente bersi una birra in compagnia di amici.


Tra i membri del gruppo ne vedo alcuni che risiedono e lavorano in altre città. Pensate sia possibile organizzare iniziative ed eventi legati al gruppo anche fuori da Bologna?


S: Me lo auguro vivamente, ci stiamo comunque già lavorando. Forse qualcosa già da settembre. Ma sicuramente ci saranno nel prossimo futuro altre situazioni alla PivArte, forse altre performance oppure altre Azioni inUTILI collettive.

L: Sono già arrivate richieste da amici di Milano, Monza, che vorrebbero far girare la Mostra in locali di loro conoscenza. Gli inUTILI contagiano e si propagano.


Si potrebbe definire questo movimento come “sovversivo”? Del resto, mentre tutti pensano a come rendersi utili in qualche modo, voi pensate a come mostrare le medesime cose come inutili...

S: Di sovversivo non ha proprio niente, al limite c’è della provocazione, un po’ di sfida ad avere il coraggio di dire quello che si pensa, senza la bava alla bocca, ma con la voglia di giocare e soprattutto di sorridere. Parlare senza urlare.

L: Love and peace… volemosebbene… non serve urlare per farsi sentire. Con un sorriso e il gioco si aprono i cuori, e crei stupore, nel vedere finalmente inutile ciò che la società ti propina come indispensabile.

Il Gruppo degli InUTILI

Il Catalogo della mostra è stato curato fin nei minimi dettagli ed è un documento davvero eccezionale di quanto avete fatto. Potreste illustrarci chi ha lavorato alla realizzazione?

S: Ogni inUTILE ha fatto la sua parte dando lo spunto per i contenuti, Franco Basile ha scritto il testo, Roberto Parmeggiani lo ha redatto. Enzo Sbarra con l’aiuto di Stefano Aspiranti (puff) ha realizzato delle bellissime foto delle opere, io ho realizzato il progetto grafico e l’impaginazione del catalogo. Mugavero della Minerva Edizioni ha voluto appoggiare la causa inUTILE pubblicandolo. Ma soprattutto Luca Guenzi ha dato piena e costante disponibilità in termini di spazi, materiali e non ultimo idee. Un’opera collettiva.

L: Quando hai amici così è impossibile che non venga tutto perfetto. Ognuno nel suo settore è un eccelso professionista. Era impossibile che venisse male.


Avete incontrato difficoltà nella realizzazione del progetto inUTILE?

S: Tutte le più belle cose hanno delle difficoltà intrinseche. Lavorare alle opere è stato uno spasso condiviso, preparare la mostra una vera fatica. Ma che soddisfazione! Per tutti.

L:
Difficoltà tante ma anche tanta voglia di fare. Ogni volta che c’era un problema sapevi che c’era qualcuno che lo avrebbe risolto. Saremo inUTILI, ma siamo anche bravini a cavalcare l’onda e nulla ci fa paura.


Montature inutili per occhiali, supereroi che non hanno niente di super e che non sanno volare, macchine per l'aria fritta... è solo un esempio di quello che è stato realizzato fino ad ora dagli artisti. Credi che queste opere potrebbero avere una loro evoluzione artistica anche al di fuori delle attività del gruppo?


S: Il gruppo degli inUTILI è una bella esperienza, è un bel momento della nostra vita. Una situazione che ci dà una grande sicurezza, che ci coccola e ci aiuta a sentirci meno soli. Che, in un momento in cui tutto sembra debba essere assolutamente rivolto a produrre un utile per avere un senso, ci dà la grande opportunità di poter sognare, ci permette di esprimerci liberamente e dà spazio alla nostra voglia di fare arte. Potrebbe essere solo un momento o potrebbe legarci sempre più. Quello che sarà non lo so, ma so quello che è ora. Una vera occasione straordinaria.

L:
Ho imparato che tutto serve. Ogni esperienza di vita, viaggio o lavoro porta ad altro. Personalmente tengo un pennello in mano 8 ore al giorno e ogni volta le sinapsi che si attivano quando devo progettare qualcosa di nuovo scattano, andando a pescare da tutto quello che mi circonda. Penso che ogni lavoro esposto possa avere una sua evoluzione: mobili, video, istallazioni, decorazioni, elementi che potrebbero diventare oggetti di uso comune… chiaramente inutili.


Nell'ambito di questa intervista può non essere possibile approfondire tutte le tematiche delle attività del vostro gruppo. Vi chiedo quindi: c'è qualche domanda che non vi ho fatto ed alla quale vorreste rispondere?

S:
Sì… ma tanto è tutto inUTILE!

L:
Una si: “ ma quanto vi volete bene tra di voi?” la risposta però te la lascio indovinare Smile


Ricordo a tutti i nostri lettori che le vicende degli inUTILI continuano anche su www.inutilibologna.blogspot.com

 

 

Link all'articolo su Free Art & News

 

Archivi Redazione
Accedi o Registrati!
Dopo esserti registrato dovrai attendere l'approvazione della tua iscrizione da parte dell'Amministratore.



Seguici su Facebook