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Antonio Aiazzi e Anna Girolomini

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Collettiva Aiazzi Girolomini Galleria Gnaccarini BolognaSpirito e Materia e Scatole di luce: linguaggi diversi ma confinanti

La luce vista sotto due diversi punti di vista, celebrata con linguaggi differenti eppure confinanti. Questo il tema della collettiva formata dai due artisti Antonio Aiazzi e Anna Girolomini, Spirito e Materia e Scatole di Luce, le due esposizioni parallele presentate alla Galleria Gnaccarini di Bologna fino al 5 dicembre 2009.

Elogio alla luce nelle sue varie espressioni. Luce che illumina, genera, chiarisce, nella mostra collettiva di Antonio Aiazzi, “Spirito e Materia” e Anna Girolomini, “Scatole di Luce”, esposta presso la Galleria Gnaccarini di Bologna fino al 5 dicembre 2009. Forti delle rispettive esperienze in ambito artistico, i due artisti ci hanno dimostrato come l'arte possa essere una ricerca, interna ed esterna, spirituale e concettuale, del significato della vita e della nostra storia.

Antonio Aiazzi, di Firenze, architetto, pittore e grafico, nella sua personale "Spirito e Materia" espone grandi pannelli fotografici retroilluminati. In essi la materia, sia liquida che solida, implode ed esplode illuminata dalla luce, quello spirito che la domina internamente ed esternamente. L'artista esprime in modo autentico il pensiero espresso dalle discipline di meditazione: l'energia è in tutte le cose, lo spirito domina la materia e non il contrario. Nelle sue opere è ben visibile come sia l'energia a creare e distruggere ogni cosa animata e inanimata. La fotografia sospende nel tempo l'istante in cui la materia si trasforma e questa evoluzione viene interpretata (o meglio...vissuta) come un viaggio al quale sono sottoposte tutte le cose della nostra vita, noi compresi, fino a raggiungere il loro ultimo livello, quello più essenziale e puro. Le sue immagini motrano come tutto sia in divenire e sottoposto al volere dell'energia universale.
Interessanti, anche se non esposte in mostra, le immagini a china dedicate allo stesso tema.

 

Anna Girolomini, artista dotata di forza ed intuizione, con le sue “Scatole di luce”, sembra ispirarsi al mito e all'archeologia. Alla ricerca continua di metodi di sperimentazione, si è espressa in diverse forme artistiche fino ad arrivare a questo ulteriore risultato: le sue scatole realizzate in resina color ambra rimandano al desiderio di conservazione della bellezza e della memoria. Racchiudono diversi elementi: una farfalla immortalata nel tempo come se fosse un fossile; un vecchio telefono immobilizzato nella materia come un cimelio antico. E poi ancora piume, reticoli, materiali in ferro. L'impressione che ne deriva è il desiderio di assicurarsi che quell'elemento rimarrà nella memoria, che qualcosa di lui arriverà ai posteri, di inglobare e proteggere, lasciando allo spettatore l'intuizione del messaggio, a tratti misterioso, in esse contenuto. Scrigni illuminati, come se un archeologo avesse appena riportato alla luce qualcosa del passato. E' il gusto della scoperta, di qualcosa che acquista importanza perché messo in luce. Altre rappresentazioni raffigurano mezzi di trasporto storici e leggendari come l'arca, secondo una concezione idealizzata che la fa apparire come venuta da un luogo mitologico e senza tempo.


E' proprio il caso il dire che questa collettiva rappresenta la luce secondo due linguaggi
diversi ma confinanti: da una parte viene mostrata la continua evoluzione di quanto ci circonda. Dall'altra si cerca, almeno idealmente, di fermare il tempo per concedere la possibilità di meditare sulla mutevolezza della vita...e ricordare.


Ringraziamenti:

- alla Galleria Gnaccarini, in particolare Otello Gnaccarini, per il gradito invito all'evento, la disponibilità e l'estrema professionalità.
- agli artisti Antonio Aiazzi e Anna Girolomini per avere messo in luce (in tutti i sensi) concetti ed aspetti della vita sui quali riflettere e discutere a lungo.

- al fotografo Filippo Aiazzi, per la sua disponibilità nella fornitura di tutto il materiale fotografico relativo alla mostra e pubblicato su questo sito.


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