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Marco Tamburro. "...non è solo un gioco"
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L'uomo pedina nel caos della vita metropolitana.
Perdere la propria identità all'interno del caos urbano, catapultati da una parte all'altra della vita da quella frenesia, quella fretta, che la società odierna ci impone quotidianamente. Diventare corpi senza personalità, incapaci di agire per il nostro volere, trascinati da momenti che fuggono lasciandoci il senso vago delle cose. Eppure, col gioco possiamo trovare il bambino che è dentro di noi e vedere ciò che ci circonda con occhi diversi, ma sempre attenti. Questo è il duplice messaggio delle opere di Marco Tamburro nella personale "....non è solo un gioco" esposta presso la Galleria Anna Breda di Padova fino al 2 novembre scorso.
Marco Tamburro è un artista impegnato nel raccontare la vita dell'uomo moderno all'interno della caotica, frenetica e veloce società odierna. Il tema che accomuna le sue opere è la città metropolitana, che coi suoi cartelloni pubblicitari, i semafori, le vie trafficate, le stazioni ferroviarie, le strisce pedonali, coinvolge l'uomo in un gioco ostinato, perpetuo e stressante, rendendolo superficiale e soggiogato al potere ostile ed aggressivo della società.
La pittura di Marco Tamburro è certamente indicativa della formazione in campo architettonico e scenografico, ma soprattutto racconta gli aspetti più veri ed insensati della vita quotidiana: figure attraversate da turbini e linee che si incrociano sulla tela a simboleggiare la velocità di tutte le cose che circondano l'uomo trasformandolo in una presenza assolutamente marginale e consumata dal tempo. Oppure città in cui simboli storici e architettonici come il Cupolone ("L'ateo") o il Colosseo ("E' ora di cambiare") diventano metafora del vivere frettoloso e metropolitano oppure simboli di valori ormai perduti: le strutture si duplicano, intersecano, sovrappongono cascando quasi una sull'altra, come nella visione distorta di chi è sempre in corsa o di chi perde di vista il significato di quanto lo circonda.
Ma nella sua personale "...non è solo un gioco" presentata alla Galleria Anna Breda di Padova fino al 2 novembre scorso, l'artista ha voluto dare alle sue opere una duplice valenza di significato: accanto a tele emblematiche del suo messaggio, se ne possono infatti osservare alcune inedite, indicative di una nuova e forse più ironica maturità dell'artista. Tele in cui la rappresentazione del gioco (i lego, il cruciverba, il puzzle, la giostra) da una parte richiama il nostro mondo interiore di bambini, i ricordi dell'infanzia e dall'altra quella visione che nasconde ed in un certo senso ammorbidisce temi di attualità molto forti.
Ed ecco che accanto a opere come "Stazione", "In rosso", "Attraversando" o "New York" che ritraggono i temi caotici ed affollati della vita metropolitana, ne troviamo altre come "Il gioco dei dadi", in cui tutto appare superficiale, eppure sui lati dei dadi vengono raffigurati personaggi che hanno fatto il bello ed il cattivo tempo della storia condizionando il mondo attuale in maniera determinante. Oppure altre tele come "La vita" e "Doppia vita", in cui le giostre, dipinte utilizzando toni bianco e nero con squarci color rosso sanguigno, celano dietro la loro immagine giocosa il significato della ruota della nostra vita che gira incessantemente.
Per poi passare a opere come "Soluzione complicata", "Giocando con i lego" e "Saltando" in cui i grattacieli di una città e le strade assumono l'aspetto di un infinito cruciverba, di una grande composizione di lego o di un enorme puzzle, a simboleggiare l'infinita complessità della società contemporanea.
Il caos della vita quotidiana visto quindi con una sorta di ironia e doppiosenso; aspetto che indubbiamente aiuta lo spettatore ad introdursi meglio nella verità, a volte cinica, svelata in ogni opera e segna il raggiungimento da parte dell'artista di un nuovo equilibrio espressivo.
Un ringraziamento particolare ad Anna Breda, titolare della Galleria Anna Breda Arte Contemporanea, per l'accoglienza durante la visita alla mostra e per avermi accompagnato con estrema professionalità lungo il percorso dell'esposizione.
www.annabreda-arte.com
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