ZOO. La Compagnia Yllana si avventura nella giungla
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Giovedì 19 gennaio, il Teatro Fanin di San Giovanni in Persiceto ha presentato lo spettacolo "ZOO" della Compagnia Yllana. Adatto ad adulti e bambini e con quattro insoliti esploratori come protagonisti, questo spettacolo conquista per semplicità ed immediatezza, qualità che gli sono valse il Premio Max Awards 2010. Una rappresentazione teatrale nella quale comicità, spirito d'avventura e divertenti imprevisti si fondono intorno all'eterno conflitto tra uomo e natura.
Comincia tutto dal viaggio di quattro giovani esploratori nella giungla misteriosa e incontaminata, alla ricerca di un animale in via di estinzione. Non sanno cosa li attende e questo li rende comicamente impreparati a quello che dovranno affrontare.
La particolarità dello spettacolo è che gli attori (César Maroto, Juan Francisco Dorado, Susana Cortés, Rubén Hernández) non usano parole, ma solo un linguaggio composto da gesti e versi universalmente comprensibili.
Nel loro piccolo accampamento si avvicendano storie singolari, nelle quali i protagonisti interagiscono con animali diversi come rettili, mammiferi, uccelli e insetti, facendosene interpreti e nello stesso tempo vittime.
Tra dolorosissime cerette femminili sotto una doccia improvvisata, parrucchini che volano via durante un alterco scoprendo teste calve, battute di caccia avventurose contro fantomatici volatili, scimpanzé che scoprono il fuoco e si fanno dispetti con le noccioline, leoni addestrati per il circo, uccellini appena nati che imparano a volare e cervi che si contendono a cornate il territorio sul quale brucare, i quattro avventurieri cercano "Micio Micio", uno strano animale tutt'altro che mansueto che rapirà tre componenti del gruppo, lasciando a uno solo di loro il compito di salvarli.
Il metodo attraverso il quale viene rappresentato il viaggio intrapreso dall'uomo attraverso la giungla per liberare i compagni è certamente di grande impatto visivo e narrativo: dall'attraversamento di un ponte pericolante e del mare a nuoto realizzati col semplice movimento di due corde, alle scene sott'acqua create con luci di colore blu ed una pistola sparabolle, fino all'esilarante momento della liberazione in un tempio antico, che sembra una parodia ispirata ai film di Indiana Jones.
La successiva fuga ed il ritorno a casa con un aereo improvvisato, avranno di sicuro risvolti imprevedibili, degno epilogo delle stravaganti vicende dei giovani avventurieri.
E' uno spettacolo che fa riflettere sul rapporto conflittuale tra uomo e natura, fatto di eventi inaspettati e incontrollabili, sui quali l'essere umano non ha alcun potere. Un'avventura che si trasforma in consapevolezza dei limiti oltre i quali il rischio, per l'uomo, è di essere sopraffatto.
Indubbiamente, un linguaggio di questo tipo, che riprende alcuni elementi dell'arte circense, del cinema d'avventura e della comicità basata essenzialmente sulla mimica, ottiene sempre un ampio e meritato apprezzamento da parte del pubblico.
Chissà se alla fine di questo viaggio qualcuno avrà riflettuto su quello che la natura selvaggia ancora cela, su quello che non può essere domato o addomesticato e che, necessariamente, deve essere lasciato vivere nel suo luogo nativo.
Un ringraziamento all'ufficio stampa Pepita Promoters, in particolare a Rossella Gibellini
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